Crescita Personale

Come reagire alle critiche, provocazioni e offese

Postato in giugno 18, 2018 alle 7:00 am da / 2 Comments

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Sapere come reagire alle critiche, provocazioni, offese e prese in giro non è affatto semplice. In primo luogo, perché non c’è una regola universale che vale in ogni contesto. Con alcune persone potrebbe convenire il silenzio, con altre, invece, contrattaccare. In secondo luogo, quando si è vittima di provocazioni, l’irritazione che ne consegue non aiuta a restare lucidi. È probabile, quindi, che in un momento di confusione – in cui la propria autostima è messa a dura prova – non si reagisca come si dovrebbe.

Colleghi di lavoro, il capo, amici (o presunti tali), conoscenti, parenti (serpenti) o sconosciuti: tutti possono indossare le vesti del provocatore di turno, indipendentemente dall’età (si può essere bulli da ragazzini, ma anche in età adulta). Dunque, è importante sapersi difendere da questi individui, dal momento che possono intralciare la nostra vita in ogni ambito. Partiamo dal presupposto che i provocatori sono dei mediocri che solitamente tendono a prendersela vigliaccamente con i più deboli, magari facendosi forti mediante il consenso più o meno esplicito del gruppo. Immagina un contesto di ufficio, in cui un provocatore prende di mira un collega e tutti gli altri se la ridacchiano. Questa situazione rappresenta una motivazione per il provocatore che nelle risatine generali si sente approvato. Ma è palese che soltanto un mediocre, un frustrato o un insicuro può cercare questa forma infima di approvazione. Si tratta, insomma, di una persona consapevole di non potersi far ammirare e apprezzare per doti, valori o virtù e cerca, così, di affermarsi e di emergere dall’anonimato facendo leva sulla provocazione. Non esattamente il massimo… Altre volte si tratta di individui insicuri che, onde evitare di essere attaccati sulle loro debolezze, assumono un atteggiamento aggressivo e spostano l’attenzione su qualcun altro. Fanno, quindi, della provocazione una modalità di autodifesa. Poi ci sono anche i provocatori invidiosi, quelli che vivono afflitti dai complessi di inferiorità e tentano di dissimularli cercando di mettere in evidenza le debolezze altrui. In ogni caso, qualunque sia la motivazione di fondo dei provocatori, le loro parole possono offendere, ferire e fare molto male, causando anche stati d’ansia e attacchi di panico a chi ne è vittima; pertanto, il fatto che loro se ne freghino e continuino a ferire il prossimo, provando piacere per la sofferenza che cagionano, fa di loro delle persone egoiste e cattive. In alcuni contesti, la provocazione può sfociare addirittura nel mobbing o nel bullismo, assumendo i pericolosi contorni di una vera e propria piaga sociale.

Come reagire alle critiche, provocazioni e prese in giro.

Partiamo dal presupposto che non esiste una strategia universale per reagire alle critiche, in quanto non tutti i provocatori sono uguali. Pertanto ho individuato svariate strategie per difendersi dalle provocazioni: soltanto testandole potrai capire quale fa al caso tuo.

Allontana i provocatori dalla tua vita.

Dal momento che i provocatori sono persone negative e non contribuiscono per niente alla tua crescita personale, dovresti tenerle alla larga. Cerca di circondarti soltanto di persone positive, che accrescano la tua autistima e ti valorizzino. Persone che ti migliorino e ti facciano sentire rispettato ed apprezzato. Sii selettivo. D’altronde non si può essere amici di tutti! Gli individui che mettono in risalto le tue debolezze attraverso offese e prese in giro del tutto gratuite, non dovrebbero fare parte delle tue cerchie. Certo, non sempre questo è possibile. Sul lavoro, ad esempio, non puoi allontanarti del tutto dai colleghi, ma puoi sicuramente ridurre il rapporto con loro al minimo indispensabile, stabilendo delle distanze e dei limiti.

Ignora le provocazioni e le offese gratuite.

Dimostrati superiore ai provocatori e spiazzali con la tua indifferenza. Per manifestare indifferenza devi innanzitutto cercare di non accusare il colpo delle loro offese gratuite. Parti dal presupposto che la persona che sta nel torto è chi ti provoca e non tu. È lui che ha dei problemi. È lui ad essere inferiore. Tu magari avrai qualche debolezza che diventa oggetto di scherno; ma chi è che non ce l’ha? È probabile che colui che ti provoca abbia più debolezze di te, soltanto che prova a mascherarle con l’aggressività. Non reagire alle critiche e non rispondere alle provocazioni. Oltre a non parlare, dovresti cercare anche di non far trapelare la tua irritazione attraverso l’espressione del volto o la gestualità. Sorridi con rilassatezza o resta in silenzio guardando con distacco il tuo interlocutore. Non abbassarti, insomma, al livello mediocre che contraddistingue il provocatore di turno. Elevati. Lasciati scivolare le critiche sul mantello dell’indifferenza, a meno che, ovviamente, non siano veritiere. In tal caso, la critica diventa costruttiva e potresti utilizzarla per analizzare te stesso e i tuoi punti deboli, così da lavorarci sopra al fine di migliorarti. A volte, sostenuti da un ego troppo grande, tendiamo a percepire le critiche nei nostri confronti sempre e soltanto come degli attacchi personali, anche quando ce le meritiamo. Ma il confronto, sebbene generato da una critica schietta e diretta, può risultare positivo. Pertanto, accetta le critiche – quando sono meritate – e non essere oltremodo permaloso.

Contrattacca in modo deciso e fermo.

Se la strategia dell’indifferenza non funziona perché interpretata dal provocatore come un silenzio assenso, allora devi cambiare atteggiamento. A volte, infatti, le persone sono capaci di andare avanti per anni sempre con le solite prese in giro. D’altronte, le argomentazioni di un idiota non possono essere molte. Cerca di riconoscere i punti deboli del provocatore e pungolalo laddove sai che puoi metterlo in difficoltà, rovesciando i ruoli. Vedi, reagire alle critiche con rabbia non servirebbe a niente; anzi una reazione scomposta ed aggressiva potrebbe farti sentire in colpa e dare soddisfazione al tuo provocatore. Ma se saprai rispondere alle sue provocazioni in maniera arguta e con un tono di voce deciso e fermo, magari cercando anche tu di evidenziare i suoi punti deboli, è probabile che la prossima volta, prima di venirti a provocare, ci penserà bene sopra (sopratutto se è una persona narcisista).

Affronta le critiche parlandone direttamente con il provocatore.

A volte è utile parlare senza peli sulla lingua: se c’è un provocatore che ti pungola in continuazione, cerca di capire la motivazione che lo spinge a un siffatto comportamento. Puoi affrontarlo a viso aperto parlandoci con schiettezza: domandagli esplicitamente perché si comporta in questo modo. Possibilmente affronta i problemi relazionali in un momento di calma e non di rabbia, parlando in modo diretto della relazione stessa e di qualcosa che evidentemente non va. Senza volerlo “psicanalizzare”, spiegagli le emozioni che quelle provocazioni scatenano in te e chiedigli poi di modificare il suo comportamento. Se anche la discussione dovesse sfociare in un litigio, potrebbe comunque rivelarsi utile a chiarire. Ricevere una spiegazione, inoltre, renderebbe più distensiva la relazione. Questa strategia funziona soprattutto con persone aperte al dialogo; mentre, se hai a che fare con un provocatore “ignorante”, parlarci potrebbe servire a poco giacché non ti capirebbe. Discutere con uno stupido è tempo perso: ti porterebbe al suo livello e ti batterebbe con l’esperienza!

Cambia argomento.

Se ti accorgi che una persona vuole indirizzare la conversazione verso la critica, se la vuole mettere sul piano delle offese gratuite, cambia argomento. Stronca, insomma, sul nascere ogni tentativo del tuo interlocutore di provocarti, sviando il discorso. Anche quando non sei tu ad essere criticato, evita la trappola del pettegolezzo. Se qualcuno nel tuo gruppo (di lavoro o nelle amicizie) sta spettegolando, chiarisci fin da subito che non ti piace. Insomma, fai capire in maniera più o meno diretta, che nella tua sfera non sono ammesse provocazioni, commenti meschini e pettegolezzi, utilizzando, anche in questo caso, la strategia di cambiare discorso. Credimi, è davvero negativa una discussione il cui clima è avvelenato dal continuo sparlare.

Spiazza il provocatore mediante la gentilezza.

A volte chi ci provoca gode nel farci perdere la pazienza e spera che prima o poi sbottiamo. Un modo spiazzante per fronteggiare un provocatore che ti pungola con battutine pungenti consiste nel risponderlo con garbo e cortesia. Anche se dentro sei contrariato e dispiaciuto, continua a manifestare gentilezza. Insomma, non perdere mai la calma e fai finta di non comprendere le sue reali intenzioni, al costo di sembrare ingenuo o stupido. Questo farà innervosire il tuo interlocutore, che potrebbe addirittura smascherarsi da solo, sbottando e palesando irritazione per la tua reazione inaspettatamente cortese.

Conclusioni:

Dopo averti suggerito una serie di strategie per difendersi dalle provocazioni e reagire alle critiche, intendo fare un’ultima considerazione. I provocatori sono dei “ladri”: ci rubano le energie, l’autostima, le certezze e l’integrità. Ma non dobbiamo permettere loro di avere tutta questa influenza sulla nostra vita. In fondo si tratta di persone miserabili, che non meritano molta importanza. Tu sicuramente hai dei sogni, degli obiettivi e degli interessi che devi portare in una posizione di centralità nella tua esistenza. Non dubitare mai delle tue capacità. Credimi, vali molto di più di quelle persone che vogliono soltanto sminuirti. Dimostra a te stesso – oltre che a loro – che si sbagliano!


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2 pensieri su “Come reagire alle critiche, provocazioni e offese

  1. Ognuno di noi è valore! Il segreto, secondo me, è quello di non lasciarsi turbare e tenere bene a mente che siamo valore! A volte, purtroppo, persone meschine e che non hanno stima di se stessi cercano di farci credere che non valiamo nulla! Nulla di più errato e ci riescono nel loro intento distruttivo, solo se lo permettiamo loro!

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  2. Purtroppo esistono persone che non fanno altro che comportarsi senza alcun rispetto ! Il segreto, secondo me, per riuscire ad allontanarli è quello di mettere in pratica il proverbio: Lavare la testa all’asino perdi acqua e sapone! Togliendo a queste persone il gusto di tormentare il prossimo, senza replicare, se ne vanno da sole!

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